La discarica per rifiuti non pericolosi di Cerro Tanaro, attiva dalla fine di dicembre 2003, è l’anello finale del Sistema Integrato per il trattamento dei rifiuti.

Nell’impianto sono smaltiti tutti i rifiuti non più recuperabili, e precisamente:
- rifiuti provenienti dall’impianto di pretrattamento di Asti (rifiuto secco imballato e Frazione Organica Stabilizzata);
- frazione non recuperabile dei rifiuti ingombranti (triturati e imballati);
- scarti provenienti dalla selezione della plastica e delle altre frazioni di rifiuti raccolte in modo differenziato;
- scarti provenienti dal processo di produzione del compost (principalmente film plastico);
- sabbie da spazzamento stradale;
- rifiuti cimiteriali;
- rifiuti non pericolosi provenienti da impianti di trattamento esterni alla provincia di asti e autorizzati con apposito provvedimento.
La discarica è stata autorizzata all’esercizio con D.D. della Provincia di Asti n. 89306 del 21 novembre 2003, già adeguata alla legislazione più recente (D.Lgs 36/03)ed ha ottenuto l’autorizzazione ambientale integrata.
E' registrata EMAS e la gestione ha ottenuto le certificazioni di qualità (ISO9001) ambiente (ISO14001) e sulla sicurezza (OHSAS18001).
La volumetria totale autorizzata è pari a 360.000 mc.
La programmazione prevedeva l’esaurimento dell’impianto per l’anno 2008. Con i continui miglioramenti, sia nella politica di riduzione dei rifiuti (con il compostaggio domestico) sia nell'incremento della raccolta differenziata e nell'ottimizzazione costante della gestione degli impianti, GAIA e il contesto astigiano sono riusciti a posticipare tale data fino a settembre 2011.
Ad inizio 2011 è stato approvato l'ampliamento che consentirà un ulteriore autonomia per i prossimi 7-8 anni.
La vasca di smaltimento è isolata dall’ambiente con un’impermeabilizzazione costituita da uno strato di argilla compattata di spessore pari a 1 m, sovrastata da un telo in HDPE, come previsto dalla legislazione vigente. I rifiuti sono appoggiati su di uno strato di drenaggio costituito da 50 cm di ghiaia selezionata al cui interno è presente una rete di tubazioni fessurate che convergono all’impianto di pompaggio del percolato. Durante le fase di gestione si provvede all’estrazione del biogas, che viene convogliato ad un motore che lo trasforma in energia elettrica.
E' stata approvata la sperimentazione Biolear che consentirà un ulteriore ottimizzazione delle prestazioni della discarica e una notevole riduzione dei tempi di post-gestione. Il progetto è stato finanziato con programma LIFE+ della Commissione Europea. |