Sistema integrato

Impianto di COMPOSTAGGIO S.Damiano

Polo di TRATTAMENTO RIFIUTI Valterza

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Il pretrattamento dei rifiuti indifferenziati

L’impianto di pretrattamento ha il compito di trattare i rifiuti solidi urbani residuali ossia i rifiuti non differenziabili o non separati dai cittadini in fase di raccolta. In questo caso l’obiettivo è ridurre al minimo l’impatto che questi rifiuti (circa il 60% del totale) hanno sull’ambiente e in un futuro recuperare la frazione secca.

L’impianto è costituito da una fossa di ricezione, un capannone dove avviene la selezione e imballaggio della frazione secca (2.260 mq), un bacino di igienizzazione dove avviene la stabilizzazione della frazione umida (1.770 mq).

Al termine delle due fasi principali (separazione del rifiuto in flussi omogenei e stabilizzazione ed igienizzazione della frazione organica) si ottengono due flussi distinti: frazione umida (sostanze organiche), sottoposta a stabilizzazione prima dell’invio in discarica e frazione secca (carta e plastica), attualmente destinata a discarica (in futuro sarà raffinata per ottenere CDR).

La potenzialità massima prevista per l’impianto di pretrattamento è di 67.000 t/a dai quali si ricavano un massimo di 34.000 t/a di rifiuto secco imballato, 19.000 t/a di umido stabilizzato (fos), 5.000 t/a di ferro.

Ciclo di funzionamento

Nell’immagine seguente si può vedere lo schema di flusso delle operazioni relative all’impianto di pretrattamento.

Il rifiuto in ingresso viene scaricato dai compattatori nella fossa di ricezione e prelevato, mediante carroponte a ragno, per alimentare le due linee di trattamento.

Nelle due linee avviene la separazione dei rifiuti tramite lacerazione dei sacchi e asportazione dei materiali ferrosi con un magnete, quindi i rifiuti vengono immessi in un vaglio (a maglia 80x80) che separa la frazione secca (carta, plastica) da quella umida (prodotti putrescibili). La componente secca generatasi durante la vagliatura, viene pressata, confezionata in balle e conferita in discarica.

La frazione umida dei rifiuti (circa il 36%) viene inviata al bacino di igienizzazione (o digestore)composto da una vasca in cemento armato (23x77 mt) nella quale avviene il processo di stabilizzazione ed igienizzazione che trasforma la frazione organica umida, generatasi durante la vagliatura, in FOS (frazione organica stabilizzata), utilizzabile come materiale da riempimento in discarica. Tale processo consiste in una reazione di ossidazione delle biomasse, disposte all’interno del digestore, che viene controllata e mantenuta rigorosamente aerobica tramite aerazione forzata e rivoltamento meccanico quotidiano. Il sistema di aerazione prevede una rete di distribuzione molto capillare, così da garantire l’uniformità del processo evitando l’eventuale formazione di sacche anaerobiche. Il rivoltamento quotidiano assicura inoltre il mantenimento della porosità del materiale evitando il formarsi di canali preferenziali con conseguenti anomalie nel processo, che normalmente si completa in 21 giorni e viene controllato da un sistema di sonde che rilevano la temperatura, l’ossigeno e l’umidità.

Il recupero della frazione secca potrà avvenire nell’impianto di raffinazione e produzione di CDR la cui dislocazione è stata prevista in sede progettuale.

Sistemi di sicurezza

L’impianto di deodorizzazione raccoglie i flussi di aria aspirati dalla fossa di ricezione e dal digestore, mantenendo questi ambienti in depressione. L’aria così captata viene immessa in un bioscrubber dove subisce un lavaggio, e successivamente un biofiltro (300mq), posizionato sul tetto dell’impianto, metabolizza le sostanze odorose grazie ai microrganismi presenti nel letto costituito da frasche di erica.

 
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